Monumenti

Palazzo Speciale | 12/03/2018

Il Monastero dei Benedettini




Il Monastero di San Nicolò l’Arena (nomenclatura che deriva dalla devozione dei monaci a San Nicola di Bari, e dalla terra sabbiosa che caratterizza il territorio attorno al monastero – da rena o arena, che, dal latino, indica proprio la sabbia), o Monastero dei Benedettini, come viene comunemente denominato, è oggi sede del DISUM (Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania). È composto da un grande edificio monastico benedettino e da un’imponente chiesa settecentesca; si colloca nel centro storico di Catania e, data la vasta superficie occupata, è ritenuto il secondo monastero benedettino per estensione, dopo il Monastero Mafra in Portogallo.

Nel 1869, il monastero fu dichiarato monumento nazionale e dal 2002 è patrimonio mondiale dell’UNESCO come “gioiello del tardo-barocco siciliano”. Nel 2008 la Regione Siciliana dichiara di assoluta rilevanza artistica il progetto di ristrutturazione del complesso ecclesiastico dei Benedettini, seguito da Giancarlo De Carlo.

La costruzione del monastero iniziò nel 1558, quando i monaci Benedettini di Santa Maria di Licodia e Nicolosi furono costretti a spostarsi verso Catania a causa del brigantaggio diffuso e dell’eruzione dell’Etna del 1536-1537. Nel 1578 continuavano i lavori di costruzione del vasto monastero, ma cominciò a essere occupato dai primi monaci i quali assistettero anche all’inizio dei lavori della chiesa attigua. Col tempo, l’intera costruzione fu arricchita di chiostri, fontane, marmi e colonnati che veicolano il fascino dell’ampia struttura, adornandola di buon gusto.

Una disastrosa eruzione lavica proveniente dall’Etna sommerse la parte occidentale di Catania nel 1669, coinvolgendo anche altri paesi circostanti. La lava, in quell’occasione, era molto fluida e in breve tempo coprì parecchi chilometri dirigendosi verso il mare. Questa attività vulcanica durò 122 giorni circa e ricoprì il Lago di Nicito (al quale oggi è dedicata una via in prossimità del monastero) e ridusse il fiume Amenano, modificando l’hinterland catanese con la formazione di nuova terraferma. Conseguentemente al devastante episodio eruttivo fu avviato un lungo processo di ristrutturazione del monastero e della chiesa di San Nicolò.

Una successiva catastrofe ambientale legata alla persistente attività dell’Etna occorse tra il 10 e l’11 gennaio del 1693. Durante quest’avvenimento il terremoto che colpì la città causò il crollo del Monastero di San Nicolò l’Arena e della Chiesa compresa nel complesso benedettino, le quali ristrutturazioni impegnarono, o impegnano tuttora, ingenti lavori. I danni dell’eruzione furono talmente elevati, e la sua forza distruttiva talmente vasta, da essere considerato come il terremoto maggiormente distruttivo nella storia sismica italiana, a ciò si aggiunga che Catania cambia completamente aspetto anche in seguito alla straordinaria opera di ristrutturazione e ricostruzione.

Nel 1702 inizia la ricostruzione del monastero riprendendo le strutture preesistenti e sfuggite ai terremoti. Antonino Amato seguì il programma di riedificazione. Egli scelse di ampliare ulteriormente il già esteso monastero con la costruzione, a oriente, di un secondo chiostro in prossimità del più antico chiostro di ponente. Per circa vent’anni da quella data continuarono le rifiniture degli intagli in pietra dei prospetti principali e per tutto il XVIII secolo si protrassero numerosi lavori di ampliamento e decorazione.

A partire dalla fine del IX secolo, il complesso del monastero ospitò caserme, scuole e istituti ed il Museo civico (spostato, in seguito, al Castello Ursino). Oggi è la sede del museo della fabbrica e della Biblioteca Civica di Catania (la corrente istituzione delle Biblioteche riunite Civica e A. Ursino Recupero). L’intero monastero, ad esclusione della chiesa, fu concesso all’Università degli Studi di Catania in seguito ai danni provocati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Questo permise l’avvio di un nuovo progetto di restauro per opera dell’architetto Giancarlo De Carlo, il quale adeguò tutto lo stabile a sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche (DISUM), dell’Ateneo Catanese.

L’edificio monastico del Monastero dei Benedettini è evidentemente maestoso in quanto a grandezza. Si accede al suo interno tramite due entrate principali: quella che dà su Via Biblioteca e quella che si affaccia

su Piazza Dante, dalla quale iniziarono i lavori di riedificazioni dopo il disastroso sisma. Varcata la soglia di Piazza Dante, ci si ritrova in un cortile sul quale si affacciano delle stanze un tempo adibite a differenti usi (scuderie, stalle, rimesse, ecc.). Il primo piano si presenta, dall’esterno, con ampie finestre e balconi adornati in stile tardobarocco, con puttini, fiori, volute e ninfe, che impreziosiscono la costruzione. Simile appare anche il secondo piano. Il solenne portale neoclassico, voluto da Carmelo Battaglia Santangelo nel XVIII secolo, sospende l’eccesso tipico del barocco. Una quasi perfetta linearità della struttura si ha grazie ai grandi chioschi (quello di levante è circondato da un fitto giardino e da portici, decorato da maioliche raffinate; il chiostro di ponente è attorniato da portici retti da colonne di marmo bianco, al centro si trova ancora la fontana seicentesca) di pianta quadrangolare attorno ai quali si presentano dei corridoi. Un cenno va fatto al prezioso scalone centrale, a tenaglia, adornato di magnifici stucchi neoclassici.

Interessanti sono anche i seminterrati del monastero, dai quali sono ricavate la biblioteca universitaria e l’Emeroteca, e dai quali si possono osservare dei resti risalenti al II secolo d.C.

Infine, sono da visitare le Biblioteche riunite Civica e A. Ursino Recupero, che occupano le aree una volta destinate al refettorio, al museo ed alla biblioteca. Arricchite nel corso del tempo, fino a collezionare, oggi, circa 270.000 volumi.

Orari di apertura
Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00 / Agosto: dalle 11:00 alle 18:00
Il Dipartimento di Scienze Umanistiche è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00 e sabato dalle 9:00 alle 14:00.
 
Il servizio di visite guidate si svolge:
Dal lunedì alla domenica, dalle 9:00 alle 17:00;
Giorno 1 gennaio dalle 10.00 alle 17.00; 
Ad agosto, tutti i giorni dalle 11:00 alle 18:00.
Chiuso il 25 dicembre
 
Si consiglia la prenotazione ai numeri 095 7102767 | 334 9242464
info@officineculturali.net
 
Le visite guidate si svolgono anche in lingua inglese e spagnola previa prenotazione ai numeri 0957102767 | 3349242464. Il servizio non ha costi aggiuntivi se effettuato negli orari di apertura al pubblico.
 
E’ possibile contattare il Monastero dei Benedettini per avere maggiori informazioni sul materiale informativo e per concordare interviste, riprese fotografiche e audiovisive.

Fonte: www.monasterodeibenedettini.it

 
      


Per raggiungere il Monastero Dei Benedettini da Palazzo Speciale basterà percorrere via Zurria fino ad arrivare in piazza Currò, attraversate la piazza da lì svoltare a sinistra su via Zappalà Gemelli e percorrerla fino ad arrivare all’incrocio con via Auteri e svoltare a destra, percorretela tutta e passerete per piazza Giuseppe Mazzini (da qui in poi la via si chiamerà via Santa Maria delle Lettera). Arrivate all’incrocio con via Vittorio Emanuele II e svoltare a sinistra, continuare per poi immettersi a destra su via Quatarone, percorrerla tutta fino ad arrivare a piazza Dante Alighieri e sulla sinistra troverete la destinazione.



Raggiungi il Monastero Dei Benedettini da Palazzo Speciale 

 





Newsletter

Non esitate a contattarci per qualsiasi informazione